SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA'

QUANDO LA CONSULTAZIONE CON I GENITORI

La fase adolescenziale vede coinvolti non solo la persona che la attraversa ma anche i membri primari della famiglia: genitori, fratelli e sorelle.

Il percorso adolescenziale prevede diversi cambiamenti, corporali e psicologici, che mettono in crisi diversi assetti, tra i quali, il legame con i genitori.

I movimenti separativi dell’adolescente dai genitori, fisiologici in questa fase, sono parte di quel cambiamento necessario per la sua soggettivazione ed individuazione.

Il nuovo percorso quindi, convoca tutta la famiglia e non solamente l’adolescente. Ogni membro affronta il cambiamento in atto dalla sua posizione, che richiede competenze psico-affettive sufficientemente solide, al fine di transitare e portare a conclusione questo percorso, che prevede lutti di vario tipo, poiché ogni cambiamento lo prevede.

Se per crescere e maturare l’adolescente dovrà allontanarsi dalle figure che da bambino son state il più importante riferimento, altrettanto i genitori dovranno accettare la trasformazione del figlio o la figlia, che include inevitabilmente, passaggi conflittuali e dolorosi.

In alcuni casi, i genitori possono sentirsi disorientati di fronte alle nuove e diverse situazioni che si presentano ed a volte, la preoccupazione e l’angoscia sono tali da far sentire la necessità di uno sguardo terzo che condivida con loro i vissuti di spaesamento e difficoltà, fornendo uno spazio volto a contenere e dare una lettura più ampia e profonda dei comportamenti della ragazza o del ragazzo.

Questo iter può avvalersi dell’aiuto psicologico all’adolescente in parallelo.

Possono presentarsi anche situazioni in cui l’adolescente rifiuta l’incontro con lo psicologo o con altre figure di aiuto, con la conseguente angoscia che questo può generare nei genitori.

In ogni caso, genitori e figli si trovano in un’”impasse” in cui ci si vede impigliati in dinamiche cieche, di cui non si comprende il senso e senza che si intravedano segni che portino all’evoluzione ed al superamento di sovra-determinazioni.

L’ascolto da parte dello psicologo, scevro da giudizi e lungi da cercare un “colpevole”, sarà orientato piuttosto ad accogliere la legittima preoccupazione da parte dei genitori e, attraverso di essi, dare voce alla sofferenza dell’adolescente.

In questo modo, aiutare la coppia genitoriale permette, di riflesso, che il percorso della/del ragazza/o possa compiersi con maggiore libertà per poter abitare creativamente la trasformazione adolescenziale ed utilizzare le proprie capacità e risorse nel miglior modo possibile.

“I cambiamenti dell’adolescenza si possono realizzare, e i compiti evolutivi possono essere assolti, se l’adolescente trova uno spazio-ambiente, nella mente dell’adulto di riferimento, che gli è utile per adolescere. Il lavoro psichico necessario all’adolescente per la conquista della propria dimensione diadulto si realizza con la disponibilità intima, profonda dell’adulto a garantirgli questo spazio e nel predisporsi, a riconfigurare a sua volta il proprio essere adulto vis a vis con sé stesso e con l’adolescente”. Adriana Maltese

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